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dicembre 17, 2018
Ascolti

Qui habitat 
salmo 91
Coro Femminile Harmònia
Ensemble Barocco Tiepolo
dir. Michele Peguri
(registrazione 30.09.12 Chiesa di S.Michele-Marghera)

Confitebor
Salmo 110
Coro Femminile Harmònia
Orchestra Accademia Vivaldiana
dir. Michele Peguri
(registrazione 26.11.11 Duomo di Mestre)

Credidi
salmo 115
Coro Femminile Harmònia
Ensemble Barocco Tiepolo
dir. Michele Peguri
(registrazione 30.09.12 Chiesa di S.Michele-Marghera)

Domini probasti me
Salmo 139
Coro Femminile Harmònia
Ensemble Barocco Tiepolo
dir. Michele Peguri
(registrazione 24.11.12 Duomo di Mestre)

 


 

ALLE FIGLIE DEL CORO

La musica corale femminile nella Venezia del XVIII sec.

allefigliedelcoro@laboratorioharmonia.it
info@laboratorioharmonia.it

 

 

 


"Mi ricordo aver parlato nelle mie prime della musica spirituale, che fassi in tre ospedali, cioè agl’Incurabili, alla Pietà, e dai Mendicanti, in cadaun de’ quali le zitelle, istruite così nel canto come nel suono, in certi tempi cantano nel coro gli ufficii divini. E, non potendo io ammirar abbastanza quest’Istituto, nel quale Venezia oltrepassa tutte le città d’Italia, vi replicai spesse volte le mie visite, con indicibile piacere, perché qui fanno pompa delle loro virtù musicali, particolarmente nella voce, che al mio parere sopravanza ancor quella degli uomini di gran lunga.”

 

 (JOHANN CASPAR GOETHE, Viaggio in Italia (1740), a cura e con introduzione di Arturo Farinelli, Roma, Reale Accademia d’Italia, 1933, pp. 22-23).

Così la Venezia del 18° secolo accoglieva i suoi turisti, segnando in loro sensazioni ed emozioni incomparabili. La riscoperta di Vivaldi, il nuovo interesse per l’attività musicale presso gli ospedali maggiori, negli ultimi anni hanno dato una spinta notevole alla ricerca della musica e dei compositori che a Venezia hanno dato vita a un periodo unico nella storia della musica.

Gli Ospedali Maggiori (Derelitti-Ospedaletto, Incurabili, Mendicanti, Pietà) sono l’espressione di una forte iniziativa di assistenzialismo caritativo, sodalizi formati da religiosi e laici, uomini e donne, aristocratici e borghesi attenti alle varie situazioni di bisogno (malati, orfani e anziani) tenacemente ispirati ai principi cristiani; associazionismo laico in totale autonomia, amministrativamente ed economicamente, dallo Stato e dal sistema ecclesiastico:

Tra l’altre cose che’ rendono testimonio della bontà, et religione de nostri maggiori, et della veramente Christiana pietà loro sono li hospitali, et luoghi pij, che s’abbonano in questa città, ne quali si nodriscono tanti poveri orfanelli, si conservano tante donzelle, sustentano miseri vecchi, medicano infelicj infermi, et si fanno tant’altre opere pie”.

 

Gli Ospedali Maggiori sono luoghi di assistenza regolati con severità. In particolare, le ospiti, orfane per lo più, conducevano una intensa vita spirituale e lavorativa. Col fiorire e l’imporsi dell’attività musicale, in particolare corale, vi si assiste però a un riordino delle priorità: la musicista e viepiù la corista, vengono sempre più valorizzate tanto da concedere loro l’esonero da alcune pratiche lavorative.

 

Non a caso in questi ambienti troviamo illustri insegnanti e compositori come Antonio Vivaldi, Galuppi, Hesse, Anfossi, Sacchini, Traetta, Cimarosa e soprattutto Nicola Porpora, che contribuiscono in modo determinante al successo musicale di alcuni di questi Ospedali.

 

Le vicende che hanno accompagnato la fine della Serenissima, hanno disperso i preziosi materiali musicali conservati negli archivi di questi ospizi. Con l’intento di contribuire a riconsegnare a Venezia quel patrimonio musicale che il tempo ha disseminato nel mondo, il Laboratorio Harmònia, ha avviato una ricerca di recupero, trascrizione e divulgazione delle composizioni corali per voce femminile scritte dagli insegnanti-direttori di coro-maestri di concerti degli Ospedali Maggiori.

 

Il progetto “Alle figlie del Coro” sta portando alla luce composizioni fino ad ora dormienti negli scaffali delle più importanti Biblioteche del mondo.

 

Il primo autore sul quale si sta concentrando la ricerca di recupero è Nicola Porpora (1686-1768). Napoletano di nascita e di scuola è riconosciuto come il più alto rappresentante del melodramma settecentesco, straordinario cantante e insegnante di canto. Suoi allievi sono Metastasio, che ne tesse indefesso le lodi, Farinelli, Caffarelli, Antonio Uberti (detto il porporino) e Regina Mingotti; F.J. Haydn che ne diviene servitore aggiustandogli scarpe e parrucche pur di frequentarlo e imparare da lui l’italiano, il contrappunto e la fuga.

 

Lo troviamo a Napoli, Venezia, Londra, Dresda e Vienna, sempre apprezzato e venerato per le sue opere.

 

A Venezia lavora in tre periodi: dal 1726 al 1733 e dal ’37 al ’38 presso gli Incurabili; dal ’42 al ’43 alla Pietà; infine dal ’44 al ’47, circa, ai Derelitti-Ospedaletto.

 

Quest’ultimo periodo è particolarmente difficile per quella casa di ricovero: i concerti sono disertati e le entrate sono sempre meno. I deputati dell’Istituto trovano, però, in Porpora l’interprete nuovo che soddisfa le mutate tendenze musicali:

 

mà come le virtù medesime sono soggette à mutationi, ò perché gl’ingegni si rafinano sempre al meglio, ò perché gl’uomori degl’Uomini sono più tosto, che stabili, amanti delle novità, viene considerto che anco la Musica si sia trasportata sopra nuove regole, e decadute siano, e derise quelle che corsero sino al cominciamento del presente secolo”.

 

 

 

Da questo riscoperto repertorio, da questo geniale musicista qual è Nicola Porpora, il Laboratorio Harmònia, sta attingendo per il progetto “Alle figlie del Coro”. Nei salmi, nelle cantate, negli inni se ne riconosce il valore della fitta trama compositiva che indubbiamente, come allora, sbalordisce il pubblico per la bellezza e la raffinatezza della scrittura contrappuntistica, per l’uso ardito e seducente dell’intreccio vocale. La storia della musica è stata ingenerosa relegandolo in un angolo ma da più parti stanno riemergendo commenti e apprezzamenti come questo che troviamo in una glossa di un manoscritto del 18° secolo della British Library che cita la storia del Dr Burney:

 

“The Cantatas of Nicolò Porpora have been always much esteemed, on account of the excellence of their Recitatives, and the good taste and truly vocal style of the airs…Porpora's Cantatas particularly the Recitatives, are still regarded in Italy as models of perfection for narrative Music…"

 

Ci auguriamo che il nostro lavoro segni una tappa nel cammino della riscoperta dell’opera di Porpora e di quei compositori che con il loro lavoro musicale, specie nell’ambito della produzione corale femminile, costituirono un unicum in quella Venezia di metà ‘700.

 

 

 

 CONCERTI

 


 16 novembre 2013
Duomo di Mestre

28 Settembre 2013
Rovigo
La Rotonda

27 Settembre 2013
Marghera
Chiesa di S. Michele

30 settembre 2012
Marghera
Chiesa di S. Michele

26 novembre 2011
Duomo di Mestre
30 settembre 2011
Marghera
Chiesa di S. Michele
                          

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