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dicembre 17, 2018
Antonio Vivaldi, Gloria RV589

 

Antonio Vivaldi (1678-1741)

 Gloria RV 589

 per soli, coro femminile e orchestra

Dal 2010 il laboratorio Harmònia ha iniziato un lavoro di ricerca sulla musica veneziana dedicata alla coralità femminile del periodo barocco. È un po’ anomalo parlare di questa letteratura perché, come possiamo immaginare, non troviamo in questo periodo un’attività musicale destinata o fatta da donne. Ci sono pochi esempi, nella storia della musica antica, di esperienza “corale femminile”: troviamo le dame di Ferrara, giovani virtuose, che verso la fine del ‘500 animavano la corte Estense e per loro scrivevano illustri musicisti come Monteverdi e Gesualdo da Venosa. Indietro nel tempo troviamo l’opera di Ildegarda di Bingen poetessa, naturalista e compositrice. Per altre esperienze, almeno fino ad ora conosciute e strutturate, dobbiamo aspettare l’esperienza degli Ospedali Maggiori di Venezia: Pietà, Mendicanti, Derelitti e Incurabili. In queste Istituzioni, che si presentano come orfanotrofi femminili, fin dalla seconda metà del ‘500 sono già noti i loro cori di ragazze e le loro orchestre. Ma sono i cori, le voci, che destano la maggior curiosità. Ne parla con entusiasmo J-J. Rousseau nelle sue Confessioni al libro VII:

 Una musica di mio gusto ben superiore a quella delle opere, e che non ha eguali in Italia né altrove, è quella delle scuole (= Pietà, Mendicanti, Incurabili, Derelitti)”;

così J.C. Goethe nel suo Viaggio in Italia (1740):

"Mancherei di molto, se non toccassi in questa i pregi della musica, che si ammirano in questa dominante con stupore de’ forestieri”,

che non lascia immune neppure suo figlio, il più famoso J. W. Goethe, nel suo viaggio del 1786; o C. Burney nel suo Viaggio musicale in Italia del 1770.

Le scuole divengono ben presto attrazione per molti e importanti musicisti dell’epoca: Hasse, Porpora, Jommelli, Galuppi, Vivaldi, Haydn, Cimarosa, che ne diventano insegnanti.

In considerazione di questa peculiarità veneziana, il Laboratorio Harmònia ha acquisito una cospicua quantità di autografi e manoscritti di composizioni scritte dai musicisti sopra citati, composizioni destinate  per i cori femminili degli Ospedali. Accanto a questo recupero, e forti dell’esperienza della lettura di questo singolare repertorio, il Laboratorio Harmònia apre una nuova fase di lavoro “scommettendo” anche sulla trascrizione di alcune celebri pagine composte dal Maestro de’ Concerti della Pietà: Antonio Vivaldi.

Antonio Vivaldi (1678-1741)

Antonio Vivaldi è un personaggio inquieto, cagionevole nella salute quanto determinato nel suo lavoro di musicista, notoriamente vanitoso, ambizioso e intrigante. Nella sua fragile vita compone un’infinità di musica, fresca, gioviale e intrigante, variamente giudicata. Moltissimi furono i suoi incarichi, ma pare che fu proprio dalla Pietà che cominciò la sua carriera di musicista a partire dal  1703 come maestro di violino. Successivamente ebbe anche l’incarico di maestro del coro con l’onere di comporre musica per il coro, cosa che gli fruttò anche un bel compenso! Ed è proprio a causa di questo incarico (ufficioso) che molti studiosi si domandano come facesse a far cantare le famose putte, se in tutti i manoscritti corali troviamo solo composizioni per organico a voci dispari. Sono molti, quindi, gli studi che cercano di ricostruirne la modalità esecutiva. La nostra esperienza nella trascrizione e prassi esecutiva di Nicola Porpora ci ha portato a prendere in considerazione una soluzione che pensiamo possa essere coerente con quella del settecento veneziano, in uso in particolare all’Ospedaletto, ma che crediamo possa essere estesa anche negli altri conservatori della città.

Antonio Vivaldi e il Gloria RV589

Antonio Vivaldi è autore prolifico, e orgogliosamente si fregia del titolo di Maestro de’concerti. La prima testimonianza dell’impegno di Vivaldi come maestro di coro la troviamo nel 1714 con un’opera nuova per il coro della Pietà: l’imponente Moyses Deus Pharaonis. Seguirà, nel 1716, Juditha triumphans devicta Holophernis barbarie. Ciononostante, come ci ricorda Talbot, non fu mai incaricato ufficialmente, alla Pietà, nel ruolo di direttore di coro; fu solo “supplente” negli interregni, 1713-1719, tra Francesco Gasparini e Carlo Pietragrua, e 1737-1739, tra i mandati di Giovanni Porta e Gennaro d’Alessandro.

Proprio nella metà della prima decade del 1700 Vivaldi compone due Gloria, l’ RV588 e RV 589. Quali siano le destinazioni non ne siamo certi. Secondo Talbot, uno dei più importanti studiosi di Vivaldi, il Gloria RV 589, potrebbe essere il perfezionamento del precedente RV588, oppure l’occasione di una celebrazione di una vittoria di Venezia sui turchi. Infatti, proprio tra luglio e agosto nel 1716, dopo aver perso i possedimenti della Morea, Venezia, forte anche della vittoria di Petervaradino (3 agosto) dell’impero austriaco sui Turchi, riesce far fronte all’assedio di Corfù, impedendo lo sbarco di 40.000 soldati del sultano Ahmed III sull’Isola. Comunque sia, il Gloria RV589 rappresenta momento di maggiore maturità rispetto al 588.

Sono stati, entrambi, composti per la Pietà? Anche questo non è dato sapere.
Francesco Caffi, storico del XIX secolo ci racconta che una Messa per coro e strumenti di Vivaldi fu eseguita per un certo periodo alla Pietà ad ogni grande festa. Il Gloria RV 588, che prove bibliografiche legano al Credo RV591, può essere stato parte di questa famosa Messa: il Gloria RV589 può averlo sostituito.

Prassi esecutiva, per coro femminile, del Gloria RV589, manoscritto autografo fondo Giordano 32, ff. 90-129, Biblioteca Nazionale, Torino.

I manoscritti che possediamo ci offrono una scrittura corale per voci dispari. Può Vivaldi aver scritto per le Putte della Pietà pensando ad un organico diverso da quello femminile? Fiumi di inchiostro si sono già spesi e ancora si spendono per risolvere il dilemma.
Diverse sono le teorie che cercano di interpretare le opere di Vivaldi che presentano organico diverso dal femminile. Abbiamo la teoria degli “uomini invisibili” (presenza nascosta di uomini), la “teoria strumentale” (cioè le voci maschili sostituite dagli strumenti – violoncelli?), la “teoria delle chiavi” (si alzava il tono mediante sostituzione delle chiavi), la teoria della “trasposizione delle ottave” (modalità usata già all’Ospedaletto da Porpora e Pampani).
La nostra ricerca e il nostro studio su Nicola Porpora ci ha portati a considerare una possibile trascrizione del Gloria RV589. Il gioco tra il cambio di chiave e la trasposizione di ottave operato nelle pagine del compositore napoletano Nicola Porpora (che interscambia le voci femminili con quelle maschili e viceversa), rivela un particolare e affascinante  esito armonico anche nella composizione vivaldiana.

Concerto di Novembre 2013

Sono passati 74 anni da quando Alfredo Casella nel 1939, alla Settimana di Vivaldi, riscoprì il favoloso Gloria RV 589, acquisito come fondo Giordano dalla Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino. Da allora tutto il mondo corale, amatoriale e professionale, ha fatto proprio questo inno. Il Laboratorio Harmònia, si unisce a questa grande schiera offrendo il proprio contributo interpretativo. Così, siamo particolarmente orgogliosi di riconsegnare al pubblico veneziano, e soprattutto alla Città di Venezia, il Gloria RV589 nella trascrizione per coro femminile, curata da Nicola Ardolino e Michele Peguri, il 16 novembre 2013 presso il Duomo di Mestre. Quasi una prima esecuzione in tempi moderni di una pagina che ha entusiasmato e continua ad incuriosire, affascinare ed esaltare il mondo intero, una pagina che appartiene a Venezia e che ha visto proprio qui la sua prima esecuzione e magari proprio affidata alle voci femminili del Coro della Pietà, a quelle figliole di choro, tanto apprezzate e universalmente acclamate.

 

1. Gloria in excelsis Deo
2. Et in terra pax hominibus
3. Laudamus te

4. Gratias agimus tibi

5. Propter magnam gloriam
6. Domine Deus
7. Domine Fili Unigenite

8. Domine Deus, Agnus Dei
9. Qui tollis peccata mundi
10. Qui sedes ad dextram Patris
11. Quoniam tu solus Sanctus

12. Cum Sancto Spiritu 

Soprano, Paola Crema
Mezzosoprano,
Maria Zalloni

Maestro del Coro, Nicola Ardolino

DIRETTORE
MICHELE PEGURI

Coro Femminile Harmònia Soprani I Maria Chiara Ardolino, Francesca Giachi, Lorenza Rossato, Emma Scalabrin, Elena Tortora, Raquel Ugarte. Soprani II Agnese Ardolino, Alessandra Carrer, Mariangela De Battisti, Elisabetta Fausto, Flavia Frazzita, Silvia Alice Gianolla, Paola Gueli Alletti, Gaia Vianello. Alto I Francesca Ballarin, Elisa Danesin, Nabila El-Ashker, Maria Carla Olivari, Francesca Pennazzato, Elisa Tortora. Alto II Irene Barat, Sara Bobbo, Laura Danesin, Alessia Iannoli, Agnese Moreschini, Arianna Saltarel, Nicole Squarcina.

Orchestra Barocca Tiepolo e i Musicali Affetti Violini I Vania Pedronetto , Sonia Altinier, Matteo Zanatto Violini II Fabio Missaggia, Alessia Turri Alessandra Scatola Viole Monica Pellicciari, Manuela Masenello Violoncelli Carlo Zanardi, Andrea Musto Contrabbasso Mattia Corso Oboi Nicola Favaro, Michele Favaro Organo Nicola Lamon

Registrazione live effettuata il 16 novembre 2013 presso il Duomo di S. Lorenzo, Mestre

Tecnico del suono Stefano Volpato

 

 

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